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SONDAGGI: CRESCE GIORGIA MELONI, SCENDE GIACHETTI. SE IL PD NON ARRIVA AL BALLOTTAGGIO A ROMA E’ LA FINE DI RENZI.

sondaggi roma centro-destra.it– A cura di Giorgio La Porta – Una corsa così movimentata non si è mai vista nella storia della Capitale, anche perché il numero dei candidati in campo è davvero notevole. Gli stessi sondaggi sono testati con un margine di errore che si aggira attorno al 2% e pertanto i risultati che andrete a leggere non danno un risultato finale ma raccontano una situazione in evoluzione.

Ci sono dei dati che ci fanno capire il trend del consenso dei candidati. La Raggi del 5 stelle è stabile e pare ‘condannata’ a conquistare il 1° posto al primo turno e la guerra dei candidati si concentra tutta sul secondo posto e il relativo accesso al ballottaggio.

Dall’inizio della corsa il candidato renziano Giachetti del PD pare aver perso almeno 4 punti, mentre Giorgia Meloni, dall’iniziale 15% ha conquistato in un paio di settimane quei consensi che la rendono minacciosa nei confronti del Pd. Attualmente, secondo IPR e Tecnè mostrati alla trasmissione Porta a Porta, sarebbe ad appena mezzo punto dal candidato del centrosinistra.

Terzo incomodo e quarto classificato è Marchini che raccoglie tra l’11 e il 13,5% e si piazza lontanissimo dal ballottaggio.

Ancora più lontano è Bertolaso che raccoglie tra l’8 e il 10% e che potrebbe dare un notevole contributo alla campagna del centrodestra romano. Se infatti dovesse convergere sulla candidata di Fratelli d’Italia-Lega, questa volerebbe al 26% chiudendo definitivamente ogni speranza del PD di arrivare al ballottaggio. E non osiamo immaginare cosa avverrebbe il giorno dopo in quella direzione Pd che ha destituito in una notte Enrico Letta, con Renzi che per la prima volta non fa arrivare il partito al ballottaggio.

Ma attenzione a dare per morto l’avversario quando questi ha potenti carte da calare. Ci sono due aspetti che non vanno assolutamente sottovalutati. Il primo è la forza mediatica di un premier che ha dalla sua parte la stampa in maniera assolutamente prona e che in campagna elettorale inoltrata può diffondere qualsiasi informazione senza avere alcun competitor capace di arginare tali colpi. Il secondo fenomeno da affrontare è il cosiddetto underdog che potrebbe esserci nei confronti degli astenuti e degli elettori di Fassina che vengono fissati a quota 7%. Questo fenomeno che potremmo definire ‘effetto soccorso’ colpisce gli elettorati più radicati. Io elettore di sinistra che per 30 anni ho votato a sinistra e voterei Fassina o non andrei proprio a votare, so che il candidato di centrosinistra è in pericolo e ha bisogno di un aiuto in extremis e allora sacrifico la mia opinione iniziale per dare il voto più utile possibile.

Stesso fenomeno, però si potrebbe verificare nei confronti di Giorgia Meloni. Ovvero quante persone che avrebbero votato per Bertolaso, Storace o Marchini, alla fine voteranno la lista che sentono più vicina, ma grazie al voto disgiunto permetteranno all’unico candidato di centrodestra che possa farcela, di impedire il ballottaggio tra 5 stelle e centrosinistra? E’ questa la domanda che ci porremo fino alla nottata dello spoglio, ma ora che ancora non sono stati ufficializzati i candidati sindaco e con una metà del corpo elettorale ancora indecisa è alquanto prematuro parlare di voti disgiunti ed effetti underdog.

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