{"id":1638,"date":"2015-11-29T13:56:17","date_gmt":"2015-11-29T12:56:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=1638"},"modified":"2015-11-29T13:56:17","modified_gmt":"2015-11-29T12:56:17","slug":"germania-alla-riscossa-forse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/germania-alla-riscossa-forse\/","title":{"rendered":"GERMANIA ALLA RISCOSSA, FORSE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tmp_29190-IMG_20151129_112447-1402203891.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1646 alignleft\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tmp_29190-IMG_20151129_112447-1402203891-300x169.jpg\" alt=\"tmp_29190-IMG_20151129_112447-1402203891\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tmp_29190-IMG_20151129_112447-1402203891-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/tmp_29190-IMG_20151129_112447-1402203891.jpg 850w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>-di Alessio Marsili- Angela Merkel approd\u00f2 alla Cancelleria Federale di Germania il 22 novembre 2005. Pragmatismo, disciplina, solidit\u00e0 hanno caratterizzato l\u2019azione di governo della cancelliera, che recentemente ha celebrato il decimo anniversario alla guida del paese. Lo scandalo Volkswagen e lo scontro politico sulla crisi dei profughi, hanno messo in crisi l&#8217;intero sistema-paese Germania e dato impulso ad analisi evocanti il declino della donna pi\u00f9 potente al mondo; eppure i drammatici fatti di Parigi potrebbero rilanciare la \u201cFrau di ferro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per manifeste contingenze storiche, la Repubblica Federale Tedesca ha costantemente mostrato una, comprensibile, cautela nello sviluppo ed impiego della propria forza militare. Una prudenza che si \u00e8 tradotta in limitati investimenti nel settore difesa, mantenutisi nel corso dell\u2019ultimo decennio intorno all\u20191,25% del PIL tedesco, ben al di sotto di quanto auspicato dalla NATO &#8211; circa il 2% &#8211; e in ogni caso meno di Paesi dalla comparabile rilevanza politico-economica quali Francia e Gran Bretagna. Il Ministro Von der Leyen, inoltre, \u00e8 la terza persona in 6 anni a prendere la guida del dicastero, dopo Zu Guttemberg dal 2009 al 2011 e Thomas de Maiziere in carica fino al dicembre 2013; instabilit\u00e0 politica che ha ulteriormente minato la gi\u00e0 inefficace gestione dei fondi e l\u2019elaborazione strategica della Bundeswehr &#8211; Forze Armate della Germania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 essere trascurato un aspetto cardine: la Germania ha sistematicamente ancorato la propria difesa ad un multilateralismo composito: NATO, Nazioni Unite, Europa, cooperazione franco-tedesca. Ma in un contesto geopolitico teso e precario, lo scorso marzo, il governo ha approvato un rilevante aumento della spesa militare per i prossimi quattro anni, pari a circa 8 miliardi di euro &#8211; circa il 6% in pi\u00f9 rispetto al bilancio dello scorso anno. Che la crisi ucraina e l\u2019irrefrenabile ascesa dello Stato Islamico abbiano contribuito alla rievocazione di una Germania che si pensava scomparsa? La risposta \u00e8 s\u00ec. La prudenza, determinazione e flessibilit\u00e0 della Merkel hanno permesso un adattamento della linea politica del paese alle nuove emergenti esigenze; a condizione, tuttavia, che esse non intacchino le matrici che, sin dalla fine della guerra fredda, caratterizzano la politica di difesa della Germania: architrave multilateralista, il ruolo del parlamento &#8211; imprescindibile per il coinvolgimento in operazioni belliche &#8211; ed i vincoli alle risorse allocate al Ministero della Difesa. Infatti, nonostante il sostanziale aumento di spesa militare, il paese rimarr\u00e0 lontana dall\u2019obiettivo NATO del 2% del PIL votato agli investimenti nel comparto difesa. Necessaria, per\u00f2, una svolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSaremo pi\u00f9 forti del terrore, siamo al fianco della Francia e faremo tutto il possibile. Contro l\u2019Isis non si vince con le parole, dobbiamo lavorare per trovare una soluzione permanente\u201d. Si \u00e8 espressa in questo modo Angela Merkel, nel recente summit con il presidente francese Hollande, aggiungendo che gli attentati \u201cnon erano soltanto contro Parigi ma contro un modo occidentale di vita, un modo europeo.\u201d La Germania ha, dunque, deciso di mobilitarsi militarmente in sostegno di Parigi. Primariamente, il governo tedesco ha varato l\u2019invio di circa 650 soldati in Mali, per rilevare le forze dell\u2019Arm\u00e9e de terre francese e consentire loro di votarsi alla lotta contro l\u2019Isis; importante supplemento ai 200 soldati della Bundeswehr che gi\u00e0 prestavano servizio nella missione Onu Minusma &#8211; Multidimensional Integrated Stabilization Mission in Mali &#8211; con incarichi di supporto, addestramento ed assistenza. Congiuntamente, i tedeschi invieranno una nave militare &#8211; fregata armata di missili antiaerei &#8211; di scorta alla portaerei transalpina Charles de Gaulle, ed un numero di oscilla tra i 4 ed i 6 bombardieri Tornado; gli aerei teutonici non sganceranno una sola bomba sulle forze jihadiste &#8211; per ora &#8211; ed avranno solo competenze di ricognizione, rifornimento ed assistenza (esattamente come i Tornado italiani dispiegati in Kuwait).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se confermato dal Bundestag, il contributo tedesco, per quanto circoscritto, \u00e8 comunque di estrema rilevanza. Altri paesi europei, potrebbero di slancio rispondere alle richieste francesi di solidariet\u00e0; un intervento che appare strappato dal Presidente francese piuttosto che reso spontaneamente dalla Germania. Un impegno bellico che avr\u00e0, s\u00ec, un ruolo politico, ma che sul piano militare \u00e8 solamente simbolico &#8211; solo la Russia ha effettivamente offerto piena cooperazione agli \u201calleati\u201d francesi; se ne deduce una sola conclusione: l\u2019Occidente non ha un piano condiviso, una strategia unitaria per sconfiggere l\u2019Isis. Nel frattempo, una Germania assopita va alla riscossa. Forse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-di Alessio Marsili- Angela Merkel approd\u00f2 alla Cancelleria Federale di Germania il 22 novembre 2005. Pragmatismo, disciplina, solidit\u00e0 hanno caratterizzato l\u2019azione di governo della cancelliera, che recentemente ha celebrato il decimo anniversario alla guida del paese. 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