{"id":264,"date":"2015-10-02T08:45:28","date_gmt":"2015-10-02T06:45:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=264"},"modified":"2015-10-02T11:40:19","modified_gmt":"2015-10-02T09:40:19","slug":"guida-pratica-e-incompleta-alla-riforma-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/guida-pratica-e-incompleta-alla-riforma-costituzionale\/","title":{"rendered":"GUIDA PRATICA E INCOMPLETA ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/28pol1f01-camera.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-266 alignleft\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/28pol1f01-camera-300x200.jpg\" alt=\"28pol1f01-camera\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/28pol1f01-camera-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/28pol1f01-camera-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/28pol1f01-camera.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8211; di FRANCESCO SEVERA &#8211;\u00a0\u201c<span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">Siamo in una fase storica di trapasso tra un mondo che \u00e8 tramontato o volge al tramonto ed un altro che si affaccia, si delinea all\u2019orizzonte con luce incerta.\u201d E\u2019 il 4 marzo del 1947 quando Aldo Bozzi, giurista liberale, pronuncia queste parole durante i lavori dell\u2019assemblea costituente. Troviamo in esse quella profonda consapevolezza del ruolo cos\u00ec alto che in quel momento quegli uomini stavano svolgendo nel delineare i tratti della Costituzione di una nuova nazione. E\u2019 forse fuori luogo paragonare quel momento a quello attuale; anzi a seguire la cronaca che ci arriva dall\u2019aula di palazzo Madama in questi giorni sarebbe forse un paragone grottesco. A sentir parlare per\u00f2 di emendamenti fatti per accontentare minoranze interne facili alla protesta quanto restie alle scissioni; di record mondiali dell\u2019ostruzionismo &#8211; ricordiamo gli 87.730.460 emendamenti del senatore Calderoli -; di \u201ccanguri\u201d che servono a tagliare discussioni e dibattito, forse rischiamo, per una materia cos\u00ec delicata com\u2019\u00e8 quella costituzionale, che si occupa di sancire le norme fondamentali che organizzano e disciplinano il nostro vivere insieme, di concentrarci pi\u00f9 sulle lotte politiche che si stanno giocando, piuttosto che sul contenuto di una riforma che ci dovrebbe traghettare nella terza repubblica. Ecco perch\u00e9 tenteremo qui di sintetizzare, senza alcuna pretesa di completezza, i tratti pi\u00f9 importanti del d.d.l. Boschi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">SUPERAMENTO DEL BICAMERALISMO PERFETTO \u2013 i paesi dell\u2019Unione Europea ad avere un parlamento bicamerale (cio\u00e8 con due differenti camere) sono 13 su 28. Di questi 13 le due camere solitamente differiscono per funzioni o per tipo di rappresentanza. In Italia al contrario abbiamo due camere gemelle, che cio\u00e8 hanno le stesse identiche funzioni e sono chiamate in maniera paritaria ad esaminare ed approvare le proposte di legge: tutto questo comporta un incredibile allungamento dei tempi di approvazione. Sulla necessit\u00e0 di superare questo sistema sono d\u2019accordo tutte le forze politiche. A dividerle \u00e8 il modo in cui farlo. Eliminare o no il Senato? La riforma oggi in discussione propone di mantenere un sistema bicamerale, ma assegnare al Senato delle funzioni specifiche, in particolare quella di essere l\u2019istituzione che colleghi lo stato e gli enti locali. Per questo il nuovo Senato sar\u00e0 composto da 95 senatori, eletti dai consigli regionali tra i loro membri, con un senatore per ogni regione eletto tra i sindaci, e 5 nominati dal Presidente della Repubblica per 7 anni, che sostituiranno i senatori a vita. Il Senato discuter\u00e0 in posizione paritaria con la Camera solamente le leggi costituzionali e quelle che riguardano le materie puntualmente elencate nel nuovo art. 70 della Costituzione: il resto sar\u00e0 approvato dalla sola Camera con la possibilit\u00e0 per il Senato di proporre &#8211; solo proporre &#8211; modifiche entro tempi stretti e ben indicati. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">AUTONOMIE \u2013 l\u2019intervento che la riforma Boschi compie sul titolo V della Parte II della Costituzione non ha avuto una grande risonanza mediatica, per quanto abbia invece un grande significato politico. Negli ultimi due grandi tentativi di riforma della nostra Costituzione, nel 2001 ad opera del centro-sinistra e nel 2005 ad opera del terzo governo Berlusconi (solo quello del 2001 \u00e8 andato a buon fine), si era sempre tentato di aumentare i poteri e le competenze delle autonomie locali, in quanto le si riteneva l\u2019organismo pi\u00f9 vicino al cittadino. Nel 2001 venne modificato l\u2019articolo 117 della Costituzione, prevedendo un vero e proprio potere legislativo per le regioni, totale in determinate materie e concorrente con quello dello Stato in altre. Oggi si fa marcia indietro! Forse sull\u2019onda degli scandali degli ultimi anni, che hanno trasformato le regioni \u2013 a torto? &#8211; nel simbolo dello spreco e della corruzione, la riforma oggi in discussione modifica l\u2019art. 117, innanzitutto aumentando le competenze esclusive dello stato e relegando le competenze regionali a poche specifiche materie. Ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 da notare il fatto che si inserisce uno specifico comma che prevede la possibilit\u00e0 per lo stato di intervenire anche in settori di esclusiva competenza regionale ove lo richieda \u201cla tutela dell\u2019unit\u00e0 giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell\u2019interesse nazionale\u201d. E\u2019 una svolta storica dopo vent\u2019anni passati a parlare di devoluzione e federalismo, eppure una svolta che sta passando quasi inosservata. <\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">COSTI DELLE ISTITUZIONI \u2013 Sicuramente girando per le strade di Roma, magari proprio a piazza di Montecitorio, e fermando qualche passante pochi saprebbero rispondere alla domanda: \u201cCos\u2019\u00e8 il CNEL?\u201d Eppure il Consiglio Nazionale dell\u2019Economia e del Lavoro \u00e8 un organismo previsto dall\u2019articolo 99 della Costituzione, che sostanzialmente dovrebbe proporre leggi al parlamento, ma che nella sua inutile vita, dal 1957 ad oggi, ne ha proposte appena 14. Ecco nella riforma il CNEL viene abolito, insieme alle province. Riguardo gli stipendi invece innanzitutto viene abolita l\u2019indennit\u00e0 per i senatori, che, in quanto consiglieri regionali e sindaci, gi\u00e0 percepiscono stipendio. Viene poi posto un tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, che non potranno percepire emolumenti superiori a quelli percepiti dai sindaci dei comuni capoluogo di Regione.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: large;\">RAPPRESENTANZA \u2013 Due novit\u00e0 riguardano infine la partecipazione popolare alle scelte legislative tramite referendum. Sappiamo che oggi l\u2019unico referendum ammesso in Italia \u00e8 quello abrogativo, il quale deve essere proposto da almeno cinquecentomila cittadini e, portata al voto la proposta, \u00e8 approvata se hanno partecipato al voto il 50% pi\u00f9 uno degli aventi diritto. Restando fermo questo punto, la riforma prevede, in caso la proposta sia avanzata da ottocentomila elettori, che basti la partecipazione al voto del 50% pi\u00f9 uno del numero di votanti delle ultime elezioni politiche. Saranno inoltre possibili referendum<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: large;\">popolari propositivi e d\u2019indirizzo.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; di FRANCESCO SEVERA &#8211;\u00a0\u201cSiamo in una fase storica di trapasso tra un mondo che \u00e8 tramontato o volge al tramonto ed un altro che si affaccia, si delinea all\u2019orizzonte con luce incerta.\u201d E\u2019 il 4 marzo del 1947 quando Aldo Bozzi, giurista liberale, pronuncia queste parole durante i lavori dell\u2019assemblea costituente. 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