{"id":3428,"date":"2016-07-06T15:54:47","date_gmt":"2016-07-06T13:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=3428"},"modified":"2016-07-06T15:54:47","modified_gmt":"2016-07-06T13:54:47","slug":"brexit-adesso-leuropa-deve-ristabilire-gli-equilibri-interni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/brexit-adesso-leuropa-deve-ristabilire-gli-equilibri-interni\/","title":{"rendered":"BREXIT: ADESSO L&#8217;EUROPA DEVE RISTABILIRE GLI EQUILIBRI INTERNI"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-3469 alignleft\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brexit2.jpg\" alt=\"brexit\" width=\"449\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brexit2-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/brexit2.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/>&#8211; a cura di Filippo Del Monte &#8211; Da qualche giorno i governi italiano, francese e tedesco hanno preso contatto a pi\u00f9 livelli per contrastare gli effetti della Brexit e capire quali strategie adottare per il futuro dell&#8217;Unione Europea. La Gran Bretagna nell&#8217;UE rappresentava uno dei &#8220;quattro grandi&#8221; e svolgeva una funzione d&#8217;equilibrio sia nei rapporti tra Parigi e Berlino, sia in quelli tra l&#8217;asse franco-tedesco e Roma. Su molti dossier Italia e Gran Bretagna stavano collaborando, nel tentativo di portare Bruxelles ad avere una visione pi\u00f9 razionale dei tanti problemi che flagellano l&#8217;Unione Europea; in netto contrasto dunque ai colossi francese e tedesco, sulla cui partnership si regge l&#8217;attuale impalcatura comunitaria.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;uscita di scena di Londra &#8211; che non avverr\u00e0 comunque prima di settembre stando alle dichiarazioni di David Cameron &#8211; avrebbe quindi dovuto preoccupare molto di pi\u00f9 Roma che Berlino. E&#8217; stato invece l&#8217;esecutivo della\u00a0Bundeskanzlerin\u00a0Angela Merkel a nutrire timori mentre a Palazzo Chigi ed alla Farnesina sembrano piuttosto tranquilli. In un&#8217;intervista rilasciata a\u00a0Il Messaggero\u00a0il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha evidenziato come l&#8217;Italia sia pronta a cogliere le opportunit\u00e0 derivanti dal passaggio delle Potenze comunitarie da 4 a 3. Certamente le opportunit\u00e0 ci sono, del resto venuta meno la funzione d&#8217;equilibrio di Londra, l&#8217;asse franco-tedesco non \u00e8 pi\u00f9 solido come prima ed ognuno tenta di attrarre Roma nella propria rete per guadagnare un alleato. Questi tentativi sono costellati di piccole ripicche o segnali captati solo dagli addetti ai lavori, due esempi su tutti: in quello che doveva essere un incontro bilaterale Hollande-Merkel i tedeschi hanno invitato anche Matteo Renzi; il presidente francese ha invitato Renzi ad un pranzo informale all&#8217;Eliseo.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Va detto che l&#8217;accondiscendenza mostrata dai francesi all&#8217;Italia \u00e8 legata pi\u00f9 a complicati equilibri di politica interna che ad una reale tendenza filo-italiana della diplomazia transalpina. Dopotutto nel Mediterraneo &#8211; basta vedere i diversi schieramenti sostenuti in Libia od i rapporti con l&#8217;Egitto &#8211; Parigi e Roma hanno interessi diversi, quando non direttamente in contrasto, e spingere la Germania a pi\u00f9 miti consigli &#8220;utilizzando&#8221; l&#8217;Italia non sarebbe un gioco che varrebbe la candela di indietreggiare in Nord Africa. Gli stessi problemi esistono se si va a confrontare la condotta politico-diplomatica tedesca in Europa con quella italiana: sulle principali questioni legate all&#8217;UE &#8211; immigrazione e flessibilit\u00e0 economica &#8211; ma anche nella penetrazione politico-economica nei Balcani cos\u00ec come nei rapporti con la Russia la nostra \u00e8 una visione che entra subito in collisione con quella germanica. Il grande lavoro che attende i nostri diplomatici nel prossimo futuro sar\u00e0 capire quale Potenza, tra Francia e Germania, consentir\u00e0 all&#8217;Italia di guadagnare una posizione pi\u00f9 forte nell&#8217;Unione Europea; in altre parole bisogner\u00e0 capire chi tra Parigi e Berlino stia bluffando di pi\u00f9 &#8211; perch\u00e9 di bluff si tratta in entrambi i casi &#8211; per ottenere l&#8217;appoggio italiano e per quali scopi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Analizziamo questa situazione partendo da Berlino. La Germania \u00e8 la prima Potenza europea, ha un&#8217;economia florida, una diplomazia incisiva ed \u00e8 guida del blocco nord-europeo (o dei &#8220;virtuosi&#8221;) in seno all&#8217;UE. Berlino \u00e8 un partner di cui non si pu\u00f2 fare a meno. Paradossalmente sono proprio i numerosi punti di forza tedeschi a sconsigliare all&#8217;Italia di avvicinarsi alla Germania: non sarebbe un accordo stretto tra pari e Roma avrebbe tutto da perdere perch\u00e9 nulla potrebbe imporre e nulla avrebbe da guadagnare. Viene il dubbio che a Berlino stiano &#8220;ammiccando&#8221; agli italiani solo per riportare la Francia a pi\u00f9 miti consigli, cio\u00e8 non sussista nessuna volont\u00e0 da parte teutonica di sostituire un redivivo asse italo-tedesco con l&#8217;asse franco-tedesco ma solo quella di pressare Parigi. Un paragone leggermente forzato ma che pu\u00f2 rendere l&#8217;idea ha per protagoniste sempre queste tre Nazioni e ci porta indietro nel tempo al 1941: il governo francese di Vichy propose all&#8217;Italia fascista di dar vita ad una &#8220;unione latina&#8221; per contrastare le pretese egemoniche della Germania nazista in Europa. Visto il comportamento ambiguo di Roma, Hitler fece ingenti concessioni ai francesi, decisamente pi\u00f9 allettanti delle evanescenti promesse mussoliniane di spartizione dell&#8217;Impero coloniale britannico, allontanando Vichy dall&#8217;Italia. Con le dovute &#8220;cortesie&#8221; diplomatiche Ribbentrop fece capire a Ciano che Roma poteva essere sostituita da Berlino in qualunque momento come &#8220;alleato principale&#8221;. Eppure in quel momento l&#8217;Italia era troppo importante per la Germania e difficilmente poteva essere sostituita, per\u00f2 le minacce servirono a riportare Roma sotto l&#8217;ala nazista menomandone definitivamente i propositi di &#8220;guerra parallela&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La Francia invece sembra aver rispolverato l&#8217;antico progetto di &#8220;solidariet\u00e0 latina&#8221; viste le convulsioni socio-economiche che ne stanno agitando le giornate di festa di Euro 2016. Il governo socialista sembra incapace di gestire le proteste per la riforma del lavoro (una fotocopia del Jobs Act renziano), il disagio delle periferie e delle minoranze etniche e l&#8217;emergenza terrorismo. Specialmente la riforma del lavoro, imposta dalla burocrazia europea, \u00e8 un chiaro segnale di come ormai a Bruxelles guardino alla Francia come al nuovo &#8220;grande malato&#8221; del Vecchio Continente. L&#8217;economia stagnante e le tensioni sociali non permettono all&#8217;Eliseo di apparire forte all&#8217;estero. La nuova union sacr\u00e9e di Hollande \u00e8 nata e morta sull&#8217;onda degli attentati al Bataclan; ha dato respiro ai socialisti ma non li ha tirati fuori dalle sabbie mobili. L&#8217;unico modo per uscire dall&#8217;impasse sarebbe quello di &#8220;ammorbidire&#8221; il controllo e le imposizioni europee &#8211; leggi &#8220;tedesche&#8221; &#8211; ed il miglior modo per farlo sarebbe strappare concessioni a Berlino con il sostegno italiano. Le ultime richieste fatte da Roma e Parigi alla Gran Bretagna (affrettare le procedure per un&#8217;uscita rapida di Londra dall&#8217;UE) con velato disappunto di Berlino fanno pensare che questa collaborazione sia gi\u00e0 operante. Le rivalit\u00e0 con la Francia nel Mediterraneo deve per\u00f2 indurre il nostro Paese a valutare tutti i rischi del caso; \u00e8 pi\u00f9 conveniente collaborare con i francesi per allontanare il prima possibile la Gran Bretagna dall&#8217;UE (del resto dopo i risultati del referendum non avrebbe senso tergiversare) ma non di pi\u00f9.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dunque scegliere Parigi o Berlino? Ogni risposta sarebbe prematura allo stato attuale delle cose. E&#8217; evidente che l&#8217;Italia sarebbe solo un&#8217;esca per ammorbidire la controparte per poi, una volta raggiunto lo scopo, gettare di nuovo gli italiani fuori dalle stanze dei bottoni. Tutto lascia presumere che alla Farnesina dovranno giocare una snervante partita fatta di tatticismi e captare le mosse di entrambe le Potenze. &#8220;Ci sono opportunit\u00e0 di crescita&#8221; ha detto Gentiloni, dunque di contare di pi\u00f9, ma la configurazione &#8220;tripartita&#8221; del sistema europeo impone all&#8217;Italia di tornare alle antiche dottrine del &#8220;giro di valzer&#8221; e del &#8220;peso determinante&#8221; per fungere da ago della bilancia tra Francia e Germania strappando le condizioni migliori. Raccogliere il testimone britannico potrebbe essere l&#8217;unico modo per garantire il nostro interesse nazionale e non legarci a nessuno dei due carrozzoni che equivarrebbe invece a fare il gioco esclusivo ora di Parigi, ora di Berlino.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; a cura di Filippo Del Monte &#8211; Da qualche giorno i governi italiano, francese e tedesco hanno preso contatto a pi\u00f9 livelli per contrastare gli effetti della Brexit e capire quali strategie adottare per il futuro dell&#8217;Unione Europea. 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