{"id":3945,"date":"2016-09-04T15:28:22","date_gmt":"2016-09-04T13:28:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=3945"},"modified":"2016-09-04T15:28:22","modified_gmt":"2016-09-04T13:28:22","slug":"3945-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/3945-2\/","title":{"rendered":"COSA PENSANO IN SCOZIA DOPO LA BREXIT"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ImageVaultHandler.aspx_.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3946\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ImageVaultHandler.aspx_-300x150.jpg\" alt=\"scozia\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ImageVaultHandler.aspx_-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ImageVaultHandler.aspx_-400x200.jpg 400w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/ImageVaultHandler.aspx_.jpg 460w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>-di Federica Russo- Sei ad Edimburgo, seduto in uno dei tantissimi locali che colorano la Royal Mile, sorseggiando un ottimo whisky locale, must in Scozia, e leggendo un libro di Michael Kerrigan sulla storia del paese. Ad un tratto per\u00f2, ecco che l\u2019artista di turno inizia ad intonare una canzone. Ci si aspetta che i passanti vadano via distratti ma, nonostante la non eccelsa bravura del cantante, non \u00e8 cos\u00ec. Fermarsi? D\u2019obbligo.<br \/>\nQuello che si sarebbe palesato di l\u00ec a poco dinanzi ai miei occhi era una testimonianza della vera essenza del nazionalismo scozzese. The Proclaimers, \u201cI\u2019m gonna be\u201d: un semplice testo scritto negli anni \u201980 con l\u2019obiettivo unico di posizionarsi nella top ten e trasformatosi nel tempo in un vero e proprio inno d\u2019amore rivolto alla propria terra. Dunque, sacro.<br \/>\nNon era il caldo eccezionale a rendere tutti di buonumore, non era nemmeno il Festival, era la consapevolezza di essere Scozzesi riaccesa da quelle parole. Quella stessa consapevolezza che si respira nell\u2019aria in ogni angolo della citt\u00e0 e del paese, tra le bandiere bianche e blu e tra le opinioni, mai celate, di un popolo fiero e stanco di non ottenere mai del tutto il meritato ruolo da protagonista.<br \/>\nLo stesso spirito ha portato in questi giorni la Premier, Nicola Sturgeon, a muovere i primi passi verso l\u2019ennesimo referendum riguardante l\u2019indipendenza dal Regno Unito. Predisposte piattaforme virtuali ed organizzati eventi informativi, ma non solo. La leader del Partito Indipendentista ha annunciato di voler formare una Commissione che possa analizzare, anche dal punto di vista economico, la fattibilit\u00e0 di questo progetto, o meglio, per alcuni, \u201csogno scozzese\u201d.<br \/>\nEnnesimo tentativo per\u00f2 in quanto tutti ricordiamo come gi\u00e0 nel 2014 il popolo chiamato a rispondere alla stessa domanda, \u201cShould Scotland be an Independent country?\u201d, opt\u00f2 per il NO. Vinse il \u201cLet\u2019s stick together!\u201d. Esito che lascia tutt\u2019ora perplessi se si tiene conto dei tantissimi pareri che dal barista alla cameriera, dal banchiere all\u2019impiegato, dal professore alla guida turistica, dal giovane in cerca di fortuna all\u2019uomo pi\u00f9 maturo spingono verso una netta separazione dal Regno Unito. Allora perch\u00e9 ci si chiede. Perch\u00e9 il referendum del 18 settembre 2014 si \u00e8 concluso con il NO al 55%?<br \/>\nLa spiegazione non tarda ad arrivare, si fa chiara e semplice sotto il nome di \u201cThe Vow\u201d, la promessa ad opera dei tre principali volti dei partiti britannici: Cameron, Miliband, Clegg. Non sono pochi infatti gli scozzesi che ammettono di voler il divorzio da Londra ma di aver votato \u201cNo\u201d in passato in virt\u00f9 di ci\u00f2 che l\u2019Inghilterra aveva loro garantito nel caso in cui questo avesse vinto: maggior potere al Parlamento, condivisione equa delle risorse, potere decisorio in merito al Servizio Sanitario Nazionale.<br \/>\nMa, ancor di pi\u00f9, i miei interlocutori evidenziano come la necessit\u00e0 di rimanere entro i confini dell\u2019Unione Europea fosse per loro la ragione principale di quella decisione. Ragione che ad oggi, in seguito alla Brexit, viene per\u00f2 meno.<br \/>\n\u201cCi sentiamo presi in giro\u201d molti mi confidano. \u201cL\u2019Inghilterra ci aveva avvertiti che, diventando indipendenti, saremmo stati costretti ad abbandonare l\u2019Ue e con essa i vantaggi che ne traiamo. Ma cosa hanno fatto loro? Hanno scelto di uscirne due anni dopo quei moniti.\u201d Insomma \u00e8 la Brexit la goccia che ha fatto traboccare il vaso, la parola fine ad un matrimonio caratterizzato da \u201c tanti piatti rotti e diverse discussioni\u201d.<br \/>\nLa Scozia in realt\u00e0 avrebbe tutte le carte in regola per ottenere una posizione predominante sullo scenario internazionale: centro economico, finanziario e culturale attraente e ricco. Patria di industrie tessili, informatiche e chimiche decisamente floride, di un turismo dirompente e di spinte all\u2019innovazione e alla sostenibilit\u00e0 sempre incoraggiate. Un paese in cui le esportazioni verso Stati Uniti, Germania e Francia raggiungono percentuali rilevanti, cos\u00ec come l\u2019entit\u00e0 delle risorse possedute se si pensa, ad esempio, ai giacimenti petroliferi nel Mare del Nord.<br \/>\nTutto ci\u00f2 non \u00e8 un mistero per gli Scozzesi che sanno di poter essere in grado di proseguire il cammino con le proprie gambe, autonomamente, senza sottostare alla volont\u00e0 di altri. Ma non \u00e8 soprattutto un mistero per il Regno Unito il quale, venendo meno quei contributi decisivi apportati dalla Scozia, sarebbe costretto ad affrontare ulteriori sfide in un momento che \u00e8 per la sua economia alquanto delicato.<br \/>\nChe cosa accadr\u00e0 oltremanica nei prossimi mesi? I possibili risvolti sono tanti. Intanto si prepara il terreno per un sondaggi i cui esiti saranno resi noti il 30 novembre. Staremo a vedere se il popolo in kilt verr\u00e0, di nuovo, chiamato alle urne e come reagir\u00e0 questa volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>-di Federica Russo- Sei ad Edimburgo, seduto in uno dei tantissimi locali che colorano la Royal Mile, sorseggiando un ottimo whisky locale, must in Scozia, e leggendo un libro di Michael Kerrigan sulla storia del paese. Ad un tratto per\u00f2, ecco che l\u2019artista di turno inizia ad intonare una canzone. 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