{"id":4187,"date":"2016-10-04T10:37:27","date_gmt":"2016-10-04T08:37:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=4187"},"modified":"2016-10-04T10:37:27","modified_gmt":"2016-10-04T08:37:27","slug":"finalmente-brexit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/finalmente-brexit\/","title":{"rendered":"FINALMENTE BREXIT?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stream_img-2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-4189\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stream_img-2-300x169.jpg\" alt=\"brexit\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stream_img-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stream_img-2-600x337.jpg 600w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stream_img-2.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8211; di Alessio Marsili &#8211; Habemus data. Una tempistica indicativa, meglio. Mentre, infatti, i riflettori delle cancellerie europee e dei media erano puntati su Budapest e sul risultato della consultazione referendaria proposta dal governo Orban, a Birmingham si \u00e8 svolto l\u2019annuale congresso del Partito Conservatore. Theresa May, interrotta innumerevoli volte dagli applausi della folta platea di delegati Conservatives cui si rivolgeva, ha effettuato il primo annuncio ufficiale del governo dopo il voto del 23 giugno scorso. Ed \u00e8 un annuncio storico: il Governo di Sua Maest\u00e0 si impegna ad invocare entro Marzo 2017 l\u2019articolo 50 del Trattato di Lisbona, strumentale a recedere formalmente dall\u2019Unione Europea. Dal momento che il suddetto Trattato prevede una durata negoziale di massimo due anni, la data definitiva di uscita della Gran Bretagna dall\u2019UE avverr\u00e0 &#8211; presumibilmente &#8211; nel marzo 2019, prima delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. La passione, l\u2019enfasi, la retorica, la celebrazione della grandiosit\u00e0 dell\u2019Impero e del ruolo globale rivendicato dalla Gran Bretagna, di cui era insito il discorso effettuato dal leader dei Tories hanno conquistato il pubblico. Immediata la reazione delle istituzioni comunitarie: il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha affermato che quello della May \u00e8 \u201cun annuncio benvenuto che fa chiarezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cBrexit means Brexit\u201d \u00e8 probabilmente lo slogan che, fin dal giorno del proprio insediamento al numero 10 di Downing Street, la premier ha maggiormente ripetuto. La seconda donna a ricoprire la carica di Primo Ministro oltremanica &#8211; dopo Margaret Thatcher &#8211; \u00e8 stata esplicita: \u201cOra facciamo sul serio; chi auspica un voto parlamentare per annullare il risultato del referendum vuole sovvertire l\u2019ordine democratico\u201c ha tuonato dal palco, criticando apertamente chi non ha ancora accettato l\u2019esito della consultazione. \u201cNon seguiremo n\u00e9 il modello norvegese n\u00e9 quello svizzero; quello che avremo sar\u00e0 un accordo fra un Regno Unito sovrano e l\u2019Unione Europea\u201d ha poi aggiunto la May. Data l\u2019eccezionalit\u00e0 della circostanza e l\u2019imprevedibilit\u00e0 delle conseguenze, gli esperti avevano paventato plurime soluzioni giuridiche da perseguire nel corso delle negoziazioni: eppure, n\u00e9 il modello \u201cnorvegese\u201d &#8211; partecipazione ai benefici economici e commerciali del mercato economico senza far politicamente parte dell\u2019Unione, accettando alcune direttive e limitazioni di sovranit\u00e0 &#8211; n\u00e9 quello \u201csvizzero\u201d &#8211; dove oltre 120 accordi bilaterali poggiano su quello di libero scambio siglato nel 1972 &#8211; soddisfano la signora Premier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il divorzio Londra\/UE lascia ancora molte incognite ed aver sciolto l\u2019arcano sulla tempistica non chiarifica le modalit\u00e0 di svolgimento del processo. Ancor di pi\u00f9 se il Primo Ministro afferma apertamente di voler tener nascoste le proprie carte da giocare a Bruxelles, per dirimere dubbi e perfezionare la preparazione, oltre che guadagnare posizione negoziale. Quale sar\u00e0, dunque, il primo passo? Il \u201cGreat Repeal Act\u201d, inserito nel programma legislativo del prossimo anno. Attraverso quest\u2019ultimo l\u2019enorme quantitativo di norme comunitarie recepito dall\u2019ordinamento inglese nel corso degli anni viene temporaneamente sospeso al fine di scrutinare, emendare, perfezionare od abrogare le leggi europee. Le norme verrano, successivamente, convertite in leggi nazionali a tutti gli effetti. Certo, approvarlo non sar\u00e0 facile: oltre alle resistenze interne al Partito Conservatore, c\u2019\u00e8 da superare lo scoglio scozzese ed il voto della Camera dei Lord &#8211; a maggioranza pro Unione. Il Regno appare pi\u00f9 che mai disunito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre esser chiari: per Londra, invocare l\u2019articolo 50 senza aver elaborato una roadmap precisa pu\u00f2 essere una trappola. Risulta inverosimile che in soli due anni si possa negoziare un accordo economicamente soddisfacente; molti rimproverano a Theresa May di non aver ottenuto dalla controparte garanzie adeguate. La Commissione Europea \u00e8, infatti, intenzionata ad assicurarsi che la Brexit non porti alla dis-integrazione europea ed alla fine del progetto comunitario: il danno economico, cui entrambi le parti saranno disposti a sottomettersi pur di non sacrificare i rispettivi interessi politici, potrebbe essere pi\u00f9 pesante per il Regno Unito che l\u2019Unione Europea. Per Londra, d\u2019altronde, il continente \u00e8 un mercato di gran lunga pi\u00f9 importante di quanto non lo siano le isole britanniche per Bruxelles; come ogni negoziato politico, dunque, sar\u00e0 inevitabile cedere terreno su alcuni fronti per guadagnarne su di altri. Frasi ad effetto pronunciate alla platea come \u201cLe nostre leggi saranno scritte a Londra e non a Bruxelles\u201d &#8211; e molte, molte altre &#8211; infiammano il pubblico, scongiurano rivolte interne al partito e garantiscono continuit\u00e0 al Governo; ma restano parole. Da Marzo a parlare saranno i fatti, e la battaglia si prospetta ardua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; di Alessio Marsili &#8211; Habemus data. Una tempistica indicativa, meglio. 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