{"id":4287,"date":"2016-11-08T11:57:44","date_gmt":"2016-11-08T10:57:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=4287"},"modified":"2016-11-08T11:57:44","modified_gmt":"2016-11-08T10:57:44","slug":"anfuso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/anfuso\/","title":{"rendered":"70 ANNI DI MSI: L&#8217;ITALIA OCCIDENTALE DI FILIPPO ANFUSO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/541066729.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-4295 alignleft\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/541066729.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/541066729-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/541066729.jpg 437w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>&#8211; di Filippo Del Monte &#8211; Il 70\u00b0 anniversario del Movimento Sociale Italiano cade in una fase di transizione in cui la destra italiana erede del mondo missino e l&#8217;Italia pi\u00f9 in generale hanno smarrito la bussola anche nello scacchiere politico internazionale. L&#8217;annuncio dell&#8217;invio di truppe italiane in Lettonia su imposizione della NATO e le difficolt\u00e0 che Roma sta incontrando nel Mediterraneo e nel Levante sono la cartina al tornasole di questo sbandamento. I settant&#8217;anni del MSI e la situazione internazionale attuale apparentemente non sono collegati; eppure basta evocare un nome, quello di Filippo Anfuso, per legare insieme questi eventi che apparentemente si muovono su lunghezze d&#8217;onda diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Filippo Anfuso \u00e8 stato certamente il giovanissimo giornalista corridoniano e legionario fiumano, l&#8217;amico fraterno di Galeazzo Ciano e l&#8217;ambasciatore della RSI a Berlino che tutti conoscono; ma \u00e8 stato anche colui che diede assieme ad Ezio Maria Gray fisionomia alla cultura &#8220;geopolitica&#8221; del Movimento Sociale Italiano e della destra italiana del dopoguerra. Quando nel 1950 Anfuso rientr\u00f2 in Italia dall&#8217;esilio nella Spagna franchista ader\u00ec subito al MSI schierandosi con i nazional-conservatori di Arturo Michelini e si attiv\u00f2 immediatamente per convincere la base ed i vertici del partito della bont\u00e0 della (sofferta) scelta atlantista dell&#8217;anno precedente. Nel 1949 il vecchio nazionalista Ezio Maria Gray aveva definito l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nella NATO come &#8220;un patto da accettare, non da esaltare&#8221;, cio\u00e8 da sostenere <em>obtorto collo&nbsp;<\/em>pur di garantire la sicurezza dell&#8217;Italia dalla minaccia d&#8217;invasione sovietico-jugoslava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anfuso scelse di sostenere la linea di Gray perch\u00e9 &#8211; da buon diplomatico della vecchia scuola realista italiana &#8211; si rendeva perfettamente conto del fatto che l&#8217;Italia non avrebbe avuto in piena Guerra Fredda i margini di manovra che alcuni nel MSI speravano e sapeva che dietro lo slogan di &#8220;indipendenza nazionale&#8221; del PCI si nascondeva invece un pi\u00f9 articolato disegno di asservimento del Paese alle esigenze della politica estera sovietica. Quelli erano gli anni del serrato dibattito interno al mondo missino sulle tematiche della politica estera. Per comprendere la posizione di Anfuso \u00e8 necessario fare un riassunto di quelle che erano le principali posizioni delle varie componenti del MSI su questi temi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre Evola ed i &#8220;figli del sole&#8221; vedevano negli USA &#8211; con la loro deriva capitalista, consumista ed individualista &#8211; il pericolo maggiore per l&#8217;Italia, la visione &#8220;terzaforzista&#8221; della sinistra nazionale di Ernesto Massi predicava l&#8217;equidistanza dai blocchi. Fu proprio Ernesto Massi &#8211; fondatore della geopolitica italiana &#8211; &nbsp;a rappresentare gi\u00e0 al momento della fondazione del MSI l&#8217;ala ostile a qualunque compromesso con il campo&nbsp;occidentale nel nome di un&#8217;equidistanza tra blocchi che, sebbene ammantata di indiscutibile fascino, era gi\u00e0 improponibile nel 1946. Pur snocciolando una serie di concetti geopolitici accademicamente esatti per giustificare la propria posizione, la sinistra nazionale pecc\u00f2 di &#8220;idealismo&#8221; in una fase in cui era il pi\u00f9 crudo realismo a dover essere utilizzato. Sul piano prettamente politico fu Giorgio Almirante il polo attorno al quale si riunirono tutti gli &#8220;identitari&#8221; e gli &#8220;scontenti&#8221; per ribadire la pregiudiziale anti-americana del MSI. Una certa &#8220;impoliticit\u00e0&#8221; delle teorie evoliane ed il ridotto margine di manovra della sinistra nazionale resero &nbsp;l&#8217;atlantismo &#8220;necessario&#8221; di Gray ed Anfuso quasi una scelta obbligata per il MSI mancando le alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-4296 alignleft\" src=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243-867x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243-254x300.jpg 254w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243-600x709.jpg 600w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243-768x907.jpg 768w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243-867x1024.jpg 867w, https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/IMG_3243.jpg 1734w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a>Filippo Anfuso non fu mai un atlantista ortodosso, sostenne con forza l&#8217;italianit\u00e0 di Trieste, Istria e Dalmazia anche mettendosi di traverso rispetto alle scelte di Washington e Londra &#8211; che abbandonarono quelle terre agli jugoslavi pur di compiacere Tito che si stava liberando dall&#8217;abbraccio staliniano &#8211; emergendo come uno dei protagonisti di quella battaglia storica del MSI &nbsp;e pur non essendo oggi adeguatamente ricordato. Con lo stesso fervore l&#8217;ex ambasciatore si schier\u00f2 con gli &#8220;africanisti&#8221; del partito chiedendo la restituzione all&#8217;Italia delle colonie pre-fasciste. Anche nel campo della &#8220;cultura politica&#8221; legata agli affari esteri Anfuso diede il suo importante contributo: fu il primo a declinare il termine &#8220;Occidente&#8221; con accezione positiva nella galassia neofascista legandolo a doppio filo con quello di &#8220;Civilt\u00e0 europea&#8221;. Filippo Anfuso fu un &#8220;pioniere&#8221; dell&#8217;idea di Europa Nazione che negli anni successivi tanto successo avr\u00e0 tra le file del MSI, conquistando i militanti del Fronte della Giovent\u00f9 negli anni dell&#8217;elaborazione culturale sul &#8220;Sessantotto nero&#8221;, ovvero la contestazione vista da destra ma senza volont\u00e0 reazionarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;ex diplomatico la Nazione europea altro non era che la &#8220;Patria pi\u00f9 grande&#8221; delle tante Nazioni presenti nel Vecchio Continente; concetto ben diverso dall&#8217;Europa dei popoli gollista sul quale Anfuso nutr\u00ec sempre dubbi e perplessit\u00e0. Sull&#8217;europeismo si apr\u00ec&nbsp;un interessantissimo dibattito sulle pagine di &#8220;<em>Europa Nazione<\/em>&#8220;, la rivista che Anfuso fond\u00f2 nel 1951 per dare spazio ai temi della politica estera nel quadro ristretto ed asfittico del MSI appena uscito dalla &#8220;nostalgica&#8221; prima segreteria di Almirante (1947-1950). &nbsp;Sostenitore del riarmo della Germania e di un ruolo pi\u00f9 attivo dell&#8217;Italia in Europa, Anfuso non si stanc\u00f2 mai di sottolineare l&#8217;importanza di superare le ferite terribili inferte al Vecchio Continente dal conflitto mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se convincere i militanti missini a sostenere le scelte europeiste fu difficile, spingerli ad accettare la scelta atlantica fu un&#8217;impresa titanica. Dopo la virata identitaria ed isolazionista impressa al MSI nella prima segreteria di Almirante, la scelta atlantica fu vista dal nuovo segretario missino De Marsanich e dai suoi pi\u00f9 fidati alleati (su tutti Michelini, De Marzio, Borghese ed Anfuso) come l&#8217;occasione per far rientrare il MSI nel grande gioco politico, eludendo gli steccati di un &#8220;arco costituzionale&#8221; di cui all&#8217;epoca si stavano gettando le basi. Filippo Anfuso fu incaricato di spiegare ai quadri intermedi ed alla base del partito la teoria dell&#8217;atlantismo &#8220;costruttivo&#8221; &#8211; che sostitu\u00ec quello &#8220;necessario&#8221; di Ezio Maria Gray &#8211; elaborata dal gruppo nazional-conservatore: con un articolo apparso su &#8220;<em>Il Secolo d&#8217;Italia<\/em>&#8221; (29 maggio 1952) intitolato &#8220;Apra gli occhi l&#8217;America&#8221; spieg\u00f2 che Washington aveva intuito di poter trarre qualche utilit\u00e0 dal sostegno missino al blocco occidentale; quindi, ribaltando la vulgata classica di &#8220;sottomissione&#8221; dell&#8217;Italia ai voleri degli USA, Anfuso parl\u00f2 di un ruolo costruttivo ed attivo di Roma nei meccanismi dell&#8217;Alleanza. L&#8217;articolo fu poi ristampato nel volumetto &#8220;Discorso ai sordi&#8221; edito dalla corrente romualdiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra gli anni &#8217;50 ed i primi anni &#8217;60 molti furono gli opuscoli a circolazione interna stampati dal MSI con i discorsi parlamentari di Filippo Anfuso sulla politica estera italiana; i quadri giovanili ed i militanti &#8211; molto spesso acerbi di problemi internazionali &#8211; iniziarono ad interessarsi di politica estera proprio grazie a quegli opuscoli, vera e propria &#8220;scuola di formazione&#8221; su un tema che molto spesso era trattato retoricamente e senza contenuti politici di rilievo. Anfuso fu anche condirettore de &#8220;Il Secolo d&#8217;Italia&#8221; dal 1953 al 1963 affiancato da Giorgio Almirante e da Franz Maria d&#8217;Asaro imponendo al quotidiano ufficiale missino la propria linea in politica estera e, di fatto, imponendola anche al partito. &nbsp; Del 1959 \u00e8 il suo &#8220;Da Jalta alla luna&#8221;, volumetto stampato dall&#8217;Ufficio esteri del MSI, dove Anfuso analizzava da posizioni nazionaliste le principali vicende della diplomazia mondiale. Critico nei confronti dell&#8217;accordo &#8211; ma sarebbe meglio dire del mancato accordo &#8211; di Jalta, Filippo Anfuso non nascose mai le sue simpatie per la politica mediterranea ed anti-bolscevica del fascismo; politica che egli, prima da funzionario diplomatico e poi da capo gabinetto del Ministero degli Esteri con Ciano, aveva contribuito a forgiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco dunque emergere la constatazione di un&#8217;Italia fortemente ancorata allo scacchiere mediterraneo, stavolta per\u00f2 non pi\u00f9 in funzione anti-britannica ma in funzione anti-sovietica; era cambiato il nemico, ma l&#8217;Italia doveva avere sempre il suo storico ruolo di ponte ed allo stesso tempo di scudo nel <em>Mare Nostrum<\/em>. Dunque bisognava saper opporre anche dei secchi&nbsp;<em>niet&nbsp;<\/em>alla NATO se fossero serviti all&#8217;interesse nazionale italiano ed all&#8217;Europa, ma ricordando sempre che il vero nemico &#8211; e questo Anfuso non si stanc\u00f2 mai di ripeterlo ai camerati pi\u00f9 &#8220;antagonisti&#8221; nel MSI &#8211; era la Russia sovietica. Quando nel 1963, parlando alla Camera, Anfuso fu colto da infarto morendo in Aula, lasci\u00f2 un vuoto incolmabile nella destra italiana. La Sezione missina del Nomentano Italia a Roma fu intitolata proprio ad Anfuso &#8211; il labaro&nbsp;\u00e8 esposto alla mostra &#8220;Nostalgia dell&#8217;avvenire&#8221; &#8211; ed \u00e8 fuori da ogni dubbio che quel coltissimo, ironico e preparato politico sia stato una delle &#8220;stelle polari&#8221; della destra nazionale in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovendo dare un giudizio sulle idee di Filippo Anfuso si potrebbe dire che pur essendo fortemente legate al contesto storico in cui maturarono &#8211; l&#8217;esperienza della RSI e la Guerra Fredda &#8211; e dunque con tutti i limiti del caso, esse hanno comunque una carica attuale, specie se si pensa a quali siano oggi i rapporti tra Italia e Patto Atlantico: totale subalternit\u00e0, al contrario di quella che Anfuso, assecondando il &#8220;n\u00e9 disertori n\u00e9 mercenari&#8221; di De Marsanich, aveva tratteggiato come una partecipazione attiva ma critica all&#8217;Alleanza. Da sostenitore della &#8220;continuit\u00e0 dello Stato&#8221; nella RSI e da &#8220;aperturista&#8221; nel MSI Anfuso fu sempre coerente con le proprie idee per la ricostruzione della potenza italiana e per il superamento delle contraddizioni interne alla destra italiana del dopoguerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; di Filippo Del Monte &#8211; Il 70\u00b0 anniversario del Movimento Sociale Italiano cade in una fase di transizione in cui la destra italiana erede del mondo missino e l&#8217;Italia pi\u00f9 in generale hanno smarrito la bussola anche nello scacchiere politico internazionale. 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