{"id":8751,"date":"2019-01-03T11:40:31","date_gmt":"2019-01-03T10:40:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/?p=8751"},"modified":"2019-01-03T11:40:31","modified_gmt":"2019-01-03T10:40:31","slug":"lettera-ai-giovani-conservatori-dei-primi-anni-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centro-destra.it\/wordpress\/lettera-ai-giovani-conservatori-dei-primi-anni-20\/","title":{"rendered":"LETTERA AI GIOVANI CONSERVATORI DEI PRIMI ANNI &#8217;20"},"content":{"rendered":"<h2 align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Una lettera straordinaria di un giovane con indole risorgimentale, dedicata ai suoi coetanei.<\/span><\/span><\/h2>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A cura di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/luca.m.zanon\">Luca Zanon<\/a> &#8211; Si dice che la nostra identit\u00e0 si cristallizzi a 25 anni.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ogni progresso, tecnologico, sociale o culturale che viviamo oltre questa fatidica et\u00e0 genererebbe in noi una crescente insofferenza, grazie ad una piccola vocina che, nella nostra testa, inizierebbe a farci notare come \u201cera meglio prima\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Oggi, il primo giorno del 2019, ho deciso di scrivere una lettera a quelli che, come me, questa vocina ce l\u2019hanno sempre avuta; <strong>quei pazzi con nostalgie di epoche che non hanno mai vissuto, di tecnologie che non hanno mai utilizzato, di <i>cultural waves <\/i>che hanno conosciuto solo tramite le cronache dell\u2019epoca<\/strong>. Ed ho deciso di farlo perch\u00e9, <strong>quest\u2019anno, raggiungeranno la maggiore et\u00e0 dei ragazzi nati dopo il 9\/11.<\/strong> Visto che tra questi ci sar\u00e0 qualcuno colpito dal mio stesso morbo, mi sono reso conto che, per la prima volta, questi giovani <i>conservatori <\/i>proveranno nostalgia per cose che ho vissuto in prima persona; e voglio, quindi, dargli dei consigli su cosa tenere e cosa lasciare dei pazzi anni 2000.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Caro conservatore dei primi anni \u201920,<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">I miei anni non hanno ancora un nome, ma so che gi\u00e0 ti mancano, anche se non li hai vissuti. Per cui voglio darti alcune indicazioni su cosa tenere e cosa lasciare.<br \/>\nLa tecnologia? Una figata. I primi anni 2000 sono gli anni del primo internet. Noi siamo stati la prima (e forse l\u2019unica) generazione che ne sapeva di pi\u00f9 dei propri genitori. Un vantaggio competitivo incredibile: ha significato, per milioni di ragazzi, avere la possibilit\u00e0 di comunicare su un piano totalmente vergine, irrintracciabili ed incontrollabili dai propri genitori. I nostri insegnanti non conoscevano Wikipedia, noi si. La tecnologia \u00e8 stato il nostro rock, il vantaggio competitivo con cui riuscivamo a definirci come novit\u00e0 rispetto a chi ci ha preceduto. E, a differenza vostra, avevamo praterie sconfinate da esplorare senza che la nostra mamma ci controllasse gli accessi su Whatsapp.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019economia? Un po\u2019 meno. Negli anni 2000 abbiamo pagato gli eccessi del decennio precedente, ed una classe politica non troppo illuminata si era illusa che bastasse il fatto di essere l\u2019Occidente per proteggerci dalla povert\u00e0. Per i primi anni, sfruttare la formidabile leva della finanza per alimentare dei modelli economici inefficienti ha funzionato, ma poi \u00e8 arrivato il 2008, ed abbiamo scoperto che il mercato del lavoro che ci accoglieva non sarebbe stato cos\u00ec facile da arrembare come quello che ha accolto i maggiorenni degli anni \u201990.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La cultura? Anche qui, si poteva far meglio. Abbiamo creato gli <i>emo <\/i>ed i <i>truzzi<\/i>, versioni infighettate dei paninari e dei metallari degli anni \u201880. Ribellioni puramente estetiche, di maniera, che come il manierismo rinascimentale hanno semplicemente raffinato quello che era arrivato prima senza aggiungere nulla. State facendo molto meglio voi ora, con <i>alt-right <\/i>e <i>SJW. <\/i>C\u2019\u00e8 anche da dire che tempi facili creano uomini deboli, e che non c\u2019era molto a cui ribellarsi, come ben ci dimostravano le folle oceaniche che protestavano contro la riforma Gelmini, una moderatissima razionalizzazione della spesa pubblica nel settore dell\u2019istruzione che ha avuto ben pochi effetti reali.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">E la politica? Qui ci sono gioie e dolori. Siamo il decennio Berlusconiano. Siamo cresciuti con dibattiti che, a ripensarli, sembravano di lana caprina: leggi <i>ad personam, <\/i>indipendenza dei media, utilizzo delle sfere di influenza personali. Il tutto condito da un terrore innominabile, quello del terrorismo islamico, che ancora non provavamo sulla nostra pelle ma che combattevamo a migliaia di chilometri da noi, distante ed astratto. Di certo \u00e8 triste come, a posteriori, si sia fatto poco per prevenire il disastro del 2008 e come il terrorismo non sia stato combattuto prima di tutto nelle menti di chi, 10 anni dopo, avrebbe imbracciato un AK e sarebbe andato a sparare in centro a Parigi. Tuttavia, e questa \u00e8 la parte salvabile, c\u2019era un insieme di valori condiviso che non veniva messo in discussione: il fatto che la libert\u00e0 individuale fosse la chiave per il benessere dell\u2019umanit\u00e0, come anche la proiezione di un futuro radioso e bellissimo, sebbene ci fossero pareri discordanti sul quale fosse questo futuro.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In definitiva, caro conservatore degli anni \u201920, sii nostalgico dei miei anni, ma non di tutto. Ricorda la nostra incredibile propensione al futuro, la nostra fiducia nel mondo e negli esseri umani, sii invidioso dell\u2019incredibile vantaggio competitivo che la tecnologia ci dava. Ma sperare di trovarci un \u201968, o la ricetta economica per la prosperit\u00e0. Per quello dovrai guardare pi\u00f9 indietro\u2026 O pi\u00f9 avanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Cordiali saluti,<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Arial, sans-serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un abbastanza giovane conservatore dei primi anni 2000<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lettera straordinaria di un giovane con indole risorgimentale, dedicata ai suoi coetanei. A cura di Luca Zanon &#8211; Si dice che la nostra identit\u00e0 si cristallizzi a 25 anni. 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