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RICORDANDO PINO RAUTI

 

-di Giorgio Gaias- Tre anni fa ci lasciava Pino Rauti, l’ex segretario del Movimento Sociale Italiano da alcuni definito “fascista di sinistra” e da altri “Gramsci nero”. L’uomo politico che si oppose sempre con lealtà alla gestione del partito di Giorgio Almirante, ma sopratutto fu colui che si oppose alla svolta di Fiuggi voluta da Gianfranco Fini. Nato a Cardinale, in provincia di Catanzaro il 19 novembre 1926, Giuseppe Umberto Rauti a 16 anni si arruolò volontario nella Repubblica Sociale Italiana e nel 1946 partecipò alla fondazione del Movimento Sociale Italiano. Ne fu segretario dal 1990 al 1991. Dopo il congresso di Fiuggi del 1995 che trasformò, sotto la guida di Gianfranco Fini, il Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale in Alleanza Nazionale, Rauti fondò il Movimento Sociale Fiamma Tricolore, di cui fu segretario dal 1995 al 2002. Nel 2004 diede vita al Movimento Idea Sociale. Laureato in legge e giornalista, negli anni Cinquanta creò Ordine Nuovo, organizzazione di estrema destra che nel 1956 uscì dall’Msi. Eletto a Montecitorio nel 1972, fu deputato fino al 1994. Negli ultimi anni di vita di Giorgio Almirante sembrò poterne raccogliere l’eredità e il testimone alla guida del partito ma nel corso del XV congresso, nel 1987 a Sorrento, venne battuto da Gianfranco Fini che diventò segretario del Movimento. Nel 1990 sconfisse Fini e rimase alla guida del partito per un anno. Dal 1994 al 1999 fu europarlamentare: in questi anni si schierò contro la svolta di Fiuggi di Fini del 1995, che lo portò a fondare il Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Viene ricordato soprattutto per le sue idee spesso ortodosse, fu un ideologo è un visionario, fu il primo a parlare di ambiente e cultura all’interno della destra. “Le idee che mossero il mondo” rimane la sua più grande opera letteraria, quasi un testamento, una visione del mondo originale, spirituale e profonda. A tre anni dalla scomparsa di uno dei suoi uomini rappresentativi la destra italiana non ha ritrovato l’unità anzi appare lacerata più che mai. Il tempo che fu di Almirante e Rauti ha segnato la storia della destra, quella vera, quella che speriamo un giorno possa tornare. C’è una frase che più di tutte spiega il concetto di destra che aveva Pino Rauti, è bene riportarla, perché chi ha perso la memoria oggi possa ricordare: “Essere di destra oggi significa Stato, Nazione, tradizione, valori spirituali. Noi non ci definiamo conservatori, ma nazionalpopolari, sociali o nazionalrivoluzionari, proprio per dire che siamo la destra dei valori e non quella conservatrice”.

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