Pina Picierno è la carica istituzionale più importante del PD, tanto in Italia quanto in Europa. Va via e condanna il Pd a stare sotto ai socialisti di Sanchez.

Bruxelles, 4 giugno. Il Pd era il più grande partito all’interno della famiglia dei socialisti europei, con 21 europarlamentari contro i 20 dei socialisti spagnoli di Pedro Sanchez. Meno di due anni dopo e con la fuga verso Calenda anche di Elisabetta Gualmini, la delegazione italiana si trova ad avere 19 membri, lasciando così il primato agli spagnoli.

Due deputati sembrano non essere nulla in Italia, ma se li contiamo sui 21 del totale degli eletti dal pd in Europa vediamo come quella che potrebbe sembrare una piccola fuga è in realtà una emorragia di quasi il 10% degli eletti.

L’addio di Pina Picierno fa male al partito, anche perché ricopriva la più alta carica tanto in Europa quanto in Italia, non avendo il partito nè ministri nè commissari europei. Un addio che fa male ai tanti elettori riformisti e moderati che hanno costruito questo partito sciogliendo la margherita, il partito popolare italiano e che si trovano sempre più schiacciati su posizioni di sinistra o inseguendo un Movimento 5 stelle che nulla ha da condividere con la tradizione riformista.

Ma la fuga dal Pd è qualcosa che racconta di un malessere interno molto più ampio di quanto possa sembrare. Qualche tempo fa le dichiarazioni di Emanuele Fiano che vedeva la difficoltà di rimanere in un Pd così schiacciato su posizioni anti israeliane ci dovrebbe far riflettere. E se scappano i dirigenti storici, i fondatori e gli eurodeputati siamo così sicuri che gli elettori restino incollati alle posizioni di Elly Schlein?

Dalle amministrative non arrivano buoni segnali. La città con il maggiore consenso a sinistra è stata Salerno dove il Pd non era presente e dove il vincitore Vincenzo De Luca è stato il maggiore sponsor di Bonaccini durante le primarie del PD. Non a caso Bonaccini sfiorò il 70% proprio in Campania. Ovviamente da questa importante vittoria che lascia Conte e Fratoianni all’opposizione in consiglio comunale, non avremo mai una foto dei festeggiamenti con Elly. Anche perché non ci sono stati.

Torniamo alla vicenda Picierno, anche perché l’eurodeputata aveva già preso posizioni in dissenso durante la campagna elettorale referendaria. La domanda ora è dove approderà l’ex eurodeputata del Pd? Voci molto attendibili vedrebbero un ingresso in Azione di Carlo Calenda insieme alla collega Gualmini, anche se non c’è chi esclude qualcosa di completamente nuovo. Al momento resta improbabile un avvicinamento a Italia Viva di Renzi, anche perché nel suo modo molto discreto e minimalista di comunicare, ci sarebbero già i manifesti in tutte le città.

Per Azione non sarebbe un ingresso da poco: un partito che non ha avuto nessun eurodeputato eletto si troverebbe così ad avere ben due eurodeputati dei quali uno con l’incarico di vice Presidente del Parlamento Europeo.

E cosa avverrebbe se fosse proprio Pina Picierno a fare da federatrice dei vari movimenti di centro e diventasse la terza donna leader di partito a guidare un terzo polo? Troppo presto per parlarne. Intanto la buona notizia è che da oggi l’Europa e l’Italia saranno un pochino meno a sinistra e questa è davvero una grande buona notizia.

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