La supermedia di ben 8 sondaggi effettuata da Youtrend rileva un centrodestra che torna a crescere e ad aumentare il vantaggio sul campo largo in caso di elezioni politiche.
A cura di Giorgio La Porta – Basta pessimismo, basta brutti pensieri e basta con quest’aria di negatività che non fa altro che creare inciampi e confusione: gli italiani non si sono spostati di mezzo centimetro dopo il referendum e nessun elettore di Fratelli d’Italia si è iscritto al Pd. Basta coi piagnistei che non fanno altro che chiamare sfighe e con quest’aria da sconfitta.
È vero abbiamo creduto di potercela fare con il referendum e la cosa non è andata, ma questo non ha allontanato gli elettori dal Governo. Quel 53% di no non è diventato una coalizione elettorale e anzi, molti di quei no sono tornati tra gli elettori silenti e hanno deciso di non schierarsi con le opposizioni.
Più che uno spostamento al di fuori del centrodestra, ciò che ha portato gli elettori verso altri lidi è stata la scissione dalla Lega del Generale Vannacci che ha attratto un elettorato di destra deluso e arrabbiato, come è normale che sia dopo 4 anni di governo e con una crisi internazionale interminabile.
Nulla di irrecuperabile. Anzi la media di ben 8 sondaggi vede un centrodestra che torna a crescere contro un Campo Largo che cantava già vittoria e faceva il toto nomi dei futuri ministri e che altresì torna a perdere terreno.
Nello specifico in un primo scenario le coalizioni presenti alle elezioni politiche del ’22 hanno entrambe il 45,1% dei consensi e sono perfettamente pari. Tutto dipende dalle alleanze.
In caso di alleanza tra centrodestra e Futuro Nazionale di Vannacci si sfiorerebbe la maggioranza assoluta dei voti e la coalizione sarebbe al 48,7, il risultato più alto di tutti i possibili scenari in campo.
Le possibilità di vittoria del Campo Largo dipendono altresì da due fattori: la sinistra dovrebbe convincere Calenda ad allearsi e a portare in dote il 3%, cosa non affatto facile e allo stesso momento dovrebbe saltare l’alleanza tra centrodestra e Vannacci. Due condizioni molto difficili da realizzare.
Tutto questo avviene sulla carta e con in mano una calcolatrice. Chi ci dice che se Vannacci corresse da solo i suoi elettori non farebbero una scelta di voto utile pur di non far perdere la Meloni? E dall’altra parte chi vi dice che mettendo insieme Renzi e Fratoianni col Pd durante la campagna elettorale non vi saranno incidenti di percorso? Abbiamo già visto il Pd cacciato via a Torino ai festeggiamenti sul referendum da parte dei comunisti o cacciato il 25 aprile da un corteo da parte di estremisti di sinistra.
Mettere tutto insieme sulla carta è facile, mettere Renzi sul palco del Pd è una cosa che ancora non abbiamo visto e che stranamente chi fa sommatorie elettorali non ha ancora provato a immaginare. La sommatoria è una cosa e la compatibilità politica è ben altra cosa.
La campagna elettorale non è ancora iniziata ma il referendum deve insegnarci qualcosa: affrontare una campagna col pessimismo non fa altro che farci fare continui inciampi e stavolta davvero il centrodestra non se lo può permettere.