Mentre tutti i sondaggi danno almeno 10 punti di distacco, arriva la voce fuori dal coro che dà un pareggio e diventa subito Bibbia.
Qualcuno si ricorderà qualche mese fa quando dicevano: “il quorum sul referendum è vicino, lo dicono anche i sondaggi”. Il quorum si fermò 20 punti sotto il necessario. Si sta ripetendo la stessa operazione propagandistica e così mentre una decina di sondaggisti vedono un forte vantaggio del si, arriva un istituto che afferma la tesi opposta e diventa subito Bibbia.
Nel sondaggio annunciato ieri da Piepoli a Porta a Porta il Si non solo conquisterebbe il 59%, ma sarebbe in crescita di ben due punti rispetto alla rilevazione di dicembre.
Entrando nel dettaglio il sondaggista ha potuto precisare che mentre l’elettorato di centrodestra è compatto nel sostenere il si, da parte dei partiti che non sono al Governo c’è una forte spaccatura e pezzi importanti sosterranno il Si.
A partire dal 25% degli elettori del Pd che si è espresso a favore del referendum, il 33% del Movimento 5 stelle, addirittura il 70% sia di Azione che di Italia Viva si esprime a sostegno del si.
Basterebbe sommare queste quote di favorevoli e contrari per capire come 59 a 41 sia nel complesso un dato corretto e reale.
Questo non vuol dire che il sì ha già vinto e anzi, mai come ora bisogna delineare una strategia comunicativa chiara per convincere quel 59% di favorevoli ad andare a votare e sostenere la riforma. La partita è appena iniziata e non sarà affatto facile da vincere. Ma siamo ottimisti e faremo la nostra parte.
