-di Dan Ceres- Venerdi 20 gennaio il Presidente Eletto Donald J.Trump prenderà possesso della famosa sedia nello Studio Ovale e diventerà ufficialmente il 45° Presidente degli Stati Uniti.
Dopo il massacro mediatico mondiale nei confronti di Trump, siamo rimasti molto colpiti da chi invece ha fondato un vero e proprio movimento di sostegno a tutto tondo per lui e le sue politiche: i Trumpiani D’Italia sembrano essere qualcosa di più di semplici ammiratori e oggi parleremo con un loro esponente e co-organizzatore dell’evento, Marco Arturi, che ci spiegherà meglio di cosa si occupa questo movimento italiano e soprattutto ci dirà quali eventi e manifestazioni sono previste a Roma per il 20 gennaio.

DC – Buongiorno Marco, grazie di aver accettato la mia intervista. Innanzitutto vorremmo tutti sapere qualcosa di più su di Lei e sulla Sua storia.

MA – Grazie a voi. Nel 1994 mi sono lasciato trascinare a difesa della Libertà come ideale da Berlusconi.
Mi ero aggregato a lui per lottare contro la cultura di sinistra. Non ho mai chiesto niente in cambio, ho sempre fatto tutto quanto in mio potere in modo gratuito, poi nel 2001 ho abbandonato Forza Italia, era ormai purtroppo divenuto un partito azienda.
Da giovane, e anche ora che sono papà, credo nella libertà individuale, in una logica ben definita di regole comuni perché se non si è liberi non possiamo essere noi stessi e realizzarci.
La libertà è il fondamento della vita di tutti e dentro di me questo sentimento è radicato in modo prepotente. Essere liberi significa non avere paura di dire o credere o fare quello in cui si crede.
Libertà e coraggio è ciò che oggi manca a molti italiani, ma ho fiducia in loro, basta vedere il voto compatto che hanno dato al referendum, un bel NO secco.

Nei miei viaggi a caccia di amici che mi aiutino a salvare l’Italia, mi sento rispondere “qual è la prima cosa che dobbiamo fare per risolvere questa situazione antidemocratica, Marco?” io rispondo “lanciare un messaggio di speranza per far ritrovare il coraggio alla gente”. “E come si fa?” mi dicono. E ci rimango male per questa domanda. La forza la puoi trasmettere se la hai dentro, ma puoi anche aiutare gli altri a tirarla fuori. Adesso manca una fonte di ispirazione e fiducia alla gente, vera e autentica. Trovata la fonte di questa rinnovata spinta coraggiosa, dobbiamo passare ai fatti. E significa riuscire a riprendersi la nazione e il governo che oggi non ci rappresenta e non è più nostro. Oggi faccio l’imprenditore in un’azienda che si occupa di materie prime ma soffriamo tutti e se continuerà così, in modo irreparabile.

DC – Ci spieghi meglio chi sono i Trumpiani D’Italia e quali obiettivi avete. Vi riconoscete in qualche partito italiano o siete tutta un’altra cosa?

MA– Siamo persone che stimano Trump anche per il suo coraggio di lottare contro un establishment politica corrotta e venduta ad alcuni poteri finanziari mondialisti. Quello che è successo negli USA serve da esempio. Chi ha coraggio ne ha ritrovato di più. Trump ci può aiutare a fare un cambiamento anche in Italia. Un cambiamento che volevamo già fare ancor prima della sua elezione, a dire il vero: trasformare la politica in quello che dovrebbe essere.
“Trumpiani d’Italia” è uno slogan che finirà dopo il 20 gennaio perché poi dovrà nascere altro.

Il fenomeno Trump è stato manipolato dai media per farlo vedere in maniera negativa, instillando dubbi in chi di solito si lascia manipolare dalla tv o dai commenti altrui, ma chi è abituato a lottare nella vita, contro la burocrazia, i giudici ingiusti, le truffe ai danni delle nostre aziende, ha visto in Trump un imprenditore capace, un padre ed un nonno, uno come loro, come noi, gli stolti o chi è in malafede vede solo le cose negative invece.
Potrà fare anche cose sbagliate nel suo mandato, chi lo sa, ma sempre meglio Trump, che è il “nuovo” e viene dall’Impresa, che un Obama o una Clinton che hanno sconvolto il Medio Oriente e distrutto anche una gran parte della nostra economia con la complicità dei loro alleati locali, come Renzi e i suoi.
Oggi dobbiamo andare oltre il luogo comune di destra, Sinistra o Centro. Siamo semplicemente Noi Italiani contro loro. Dobbiamo liberarcene e riprenderci la nostra Nazione. Inoltre i riferimenti che abbiamo con Trump sono molto precisi e diretti, penso a George Lombardi.

DC – Può farci qualche nome dei componenti più rilevanti di questo gruppo, oltre a Lei?

MA – L’Italia non la può salvare un uomo solo, ma una squadra preparata e volenterosa. Dietro la spinta dello stesso Trump si stanno legando a noi tante persone che vogliono ad ogni costo ridare la sovranità al Popolo italiano. Non vogliamo e non possiamo più cedere la nostra sovranità perché il risultato che abbiamo sotto gli occhi è disastroso. La strada finora è stata sbagliata come sbagliato è il fatto che le persone hanno abbandonato la politica allontanandosene. Questo ci è costato moltissimo. Anche questo è stato preparato a tavolino dai politici, ormai “anziani”, che così vogliono mantenere il potere e la poltrona.
Le persone per bene devono pretendere di far parte del mondo della politica.
Siamo in tanti, penso anche all’Avv. Fabrizio Bonanni che si è prodigato per dare una giusta impostazione all’evento del 20 a palazzo Ferrajoli. Oppure ad Antonio Maria Rinaldi, della piattaforma di scenarieconomici.it.
Dobbiamo ridare al Paese una dimensione umana, democratica e nazionale.

DC – Cosa è stato organizzato a Roma per la giornata del 20 gennaio?

La locandina del gala organizzato per l’insediamento di Trump a Palazzo Ferrajoli.

MA – L’evento inizia alle 17.00 a Palazzo Ferrajoli. L’ingresso è su invito, per una questione di sicurezza. Ci saranno interventi di varie personalità ed i media. Sarà un momento autentico di ritrovate energie per l’Italia.

 

DC – Ora vorrei farLe alcune domande più politiche. Che impatto avrà, secondo Lei, la presidenza di Trump sull’Europa e sull’Italia, nello specifico? Pensa che ci saranno veramente dei cambiamenti epocali e un cambio di direzione rispetto a quanto abbiamo vissuto negli ultimi anni?

MA – I legami USA-Italia sono scritti nero su bianco dal dopoguerra. La loro presenza nella nostra politica, sia in positivo che negativo, è legata anche a questi accordi. Sono nazioni legate indissolubilmente. Sicuramente Trump farà bene all’America, in primis. Se non riuscirà a portare cambiamenti positivi negli USA e anche in Italia, faremmo meglio a emigrare su Marte!
So anche che grazie a Trump, e alle energie democratiche e positive che si sono create intorno a lui, la guerra che avrebbe potuto coinvolgere Russia e Stati Uniti, alimentata dalle continue provocazioni in Ucraina e non solo fatte da Obama, su suolo europeo, è scongiurata. E questo è un fatto importante! Ma i media italiani, per ordine di Renzi, non ne parlano, ma presto affronteremo anche il problema della militarizzazione della Rai. Dobbiamo.
Anche Putin non è assolutamente il mostro che hanno dipinto i media. In Russia non si sta male, per niente. Magari fa più freddo che qui, ma Putin ha contribuito a far crescere il suo Paese e renderlo molto più libero.
Ci aspettiamo che dal 20 gennaio 2017 i media ci diano addosso, perché molti sono di regime. Ma non siamo noi ad aver buttato via miliardi di denaro pubblico e truffato i risparmiatori e alzato le tasse a livelli incostituzionali ed inumani. Dovrebbero guardare altrove questi signori che fanno dell’informazione.
Per questo abbiamo anche chiamato la stampa estera all’evento. Vengono tutti volentieri ed in modo sereno, felici che in Italia si stia risvegliando forza di carattere e consapevolezza.

Sono un uomo libero, non appartengo a nessuna lobby, ma non mi sta più bene la situazione di servilismo rispetto allo stato, in cui siamo e quindi, sostenuto e rincuorato dal grande esempio di democrazia che ci trasmettono gli USA nelle ultime votazioni legittime, e dalla mia famiglia, io mi sento forte di intervenire in prima persona, da persona equilibrata che ha una famiglia, appunto, e un’azienda da gestire che vuole veder prosperare.
Attorno a noi, si sta creando un forte cordone umano, che all’inizio sembrava un’iniziativa sporadica di pochi, quasi da simpatizzanti ad un party, di persone che si volevano mettere in mostra, ma ora sta cambiando tutto, di ora in ora.

DC – Quali saranno le proposte di questo nuova associazione o movimento?

MA – Prima devono venire gli Italiani e va risanata la qualità di vita delle famiglie italiane, poi eventualmente ascolteremo e condivideremo volentieri con l’Europa pensieri ed opinioni ed azioni. Prima però dobbiamo pensare al nostro popolo.

Trump vuole riportare il lavoro nelle fabbriche anche qui in Italia, e noi più di lui, vogliamo che i nostri figli siano protetti e tutelati.

Vorrei dire una cosa agli Italiani: dopo esserci fatti strapazzare 15 anni, abbiamo capito che siamo sovrani in casa nostra o ci lasceremo prendere ancora in giro?

Dobbiamo lottare insieme. Secondo i dati della CONFIMEA, che raggruppa circa 250.000 piccole medie imprese italiane, ci sono stati già quasi 5.000 suicidi fra gli imprenditori e quasi 15.000 suicidi per la crisi economica.
La situazione è gravissima. Noi ci rivolgiamo quindi a chi crede nella rinascita democratica italiana.

Concludo dicendo questo, e vorrei che fosse la summa di tutta questa intervista, che in Italia è sospesa la democrazia da quando Monti è arrivato. Quando sarete consapevoli di questo, come è già successo a tantissime persone, solo allora potremo riprendere in mano il paese e lo faremo ripartire, ma insieme. E’ una lotta per la nostra sopravvivenza.